Nome in codice Libra. È la moneta virtuale di Facebook, ormai prossima al lancio. Si potranno fare pagamenti all’interno del social network e negli e-commerce convenzionati. L’alleanza con Visa, MasterCard, PayPal e Booking.com.

[Aggiornamento del 18 giugno 2019: come previsto Libra è stata presentata ieri alla stampa di tutto il mondo. Scopriamo così che Libra non è solo una valuta crittografica globale, nativamente digitale, costruita su tecnologia blockchain. È anche un’organizzazione non profit, con sede a Ginevra. Sul sito ufficiale è disponibile un white paper con maggiori informazioni. A nostra volta abbiamo pubblicato un nuovo approfondimento]

Vi siete distratti coi minibot di Claudio Borghi e altri malinconici provincialismi, e intanto Zuckerberg, zitto zitto, metteva a punto la sua Libra: la criptovaluta che promette di cambiare per sempre l’orizzonte globale dei sistemi di pagamento. Se le previsioni saranno confermate, infatti, la moneta elettronica di Facebook – appunto Libra o, secondo altri, GlobalCoin – sarà presentata al mondo la settimana prossima. Il nome deriva dal latino libra, come era per la lira, la moneta circolante in Italia prima dell’avvento dell’euro.

Il progetto è decisamente ambizioso. Per capirlo basta considerare il peso dei partner di Facebook. Ci sono pezzi da novanta nel mondo dei sistemi di pagamento, come Visa, MasterCard e PayPal, ma anche intermediari online del calibro di Uber, Booking.com e Stripe. Secondo alcuni anche Iliad, operatore telefonico francese, sarebbe coinvolto nell’operazione. Le ultime indiscrezioni sono state rese pubbliche dal Wall Street Journal due giorni fa (Facebook’s New Cryptocurrency, Libra, Gets Big Backers), dopo un report del 5 giugno di The Information (Facebook Plans Outside Foundation to Govern Cryptocurrency).

La moneta virtuale di Zuckerberg servirà per pagare servizi su Facebook e potrà essere scambiata fra gli utenti del social network. Non solo: sarà spendibile per fare acquisti anche al di fuori di Facebook, presso siti di e-commerce e negozi fisici convenzionati. Inoltre, non si esclude la possibilità per i consumatori di acquistare crediti in Libra – spendibili poi su Facebook – tramite sportelli ATM del circuito Bancomat e simili.

Blockchain per validare gli scambi

Gli scambi in Libra saranno sostenuti da un’infrastruttura di tipo blockchain. A differenza di Bitcoin, però, la criptovaluta di Facebook non fluttuerà liberamente. Secondo quanto è dato di capire, il suo valore sarà legato all’andamento di monete stabili come dollaro ed euro. Proprio l’ipotesi che la tecnologia blockchain sia alla base dell’operazione suscita non poche perplessità. Sono noti infatti i limiti di velocità di esecuzione delle transazioni e di scalabilità che blockchain presenta, anche se cominciano a circolare soluzioni che cercano di superare questo problema (si veda, a tale proposito, il nostro post Blockchain: scambi più veloci con 0x e StarkWare).

Evidente il tentativo di Facebook di creare, con questa iniziativa, un ecosistema simile a quello già costruito intorno a sé da WeChat in Cina (ne abbiamo parlato in un recente post di Beatrice Yang). L’iniziativa potrebbe avere un impatto enorme nel mercato globale dei sistemi di pagamento e dei servizi finanziari più in generale. Ce n’è abbastanza per agitare i sonni delle banche e dei regolatori di tutto il mondo, in una fase nella quale cominciano a essere formulate le prime ipotesi di scorporo di Facebook in una logica antritrust. Noi, nel frattempo, faremmo meglio a non preoccuparci troppo dei minibot di Borghi.

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