Luca Foglino, amministratore delegato di Spindox: «Siamo il partner delle imprese che innovano e si trasformano»

Nell’intervista rilasciata a Data Manager (novembre 2018) Luca Foglino illustra la grande trasformazione che Spindox ha avviato in questi mesi: la strategia, il piano industriale, la nuova organizzazione e il cambiamento di orizzonte culturale. Il tutto con un solo obiettivo: essere sempre più vicini al cuore della trasformazione digitale dei clienti. Intanto Data Manager pubblica la classifica delle top 100 dell’ICT italiana. E si scopre che anche quest’anno Spindox è salita di qualche gradino.

Spindox sta cambiando pelle. Perché questa trasformazione e con quali obiettivi?

Foglino: Il cambiamento è nel nostro DNA. Per noi l’evoluzione è continua, anche se oggi ci troviamo in un punto cruciale del nostro cammino. Vogliamo capitalizzare il patrimonio di innovazione maturato in questi anni e posizionarci come un partner che accompagna i clienti nel percorso della trasformazione digitale. Alle imprese non basta un fornitore di tecnologia, per quanto bravo. Serve un interlocutore che le aiuti a usare l’IT di nuova generazione per ripensare il proprio business. Il digitale è un mezzo potentissimo, ancora in buona parte inesplorato. Tuttavia ciò che conta è il fine, non il mezzo. Un partner affidabile deve dunque dominare il mezzo (la tecnologia), ma avere anche grande consapevolezza del fine (la trasformazione). L’obiettivo, per Spindox, è disporre degli strumenti necessari a ragionare di trasformazione digitale con i propri clienti. I quali non vogliono, semplicemente, più tecnologia. Vogliono “essere digitali”, ossia cambiare nel modo di far lavorare i dipendenti, ingaggiare il mercato, gestire i processi produttivi, concepire i prodotti e i servizi offerti.

Dunque, non solo IT.

Foglino: La tecnologia è parte di un ragionamento più ampio, che rimanda a competenze di business e metodologiche, oltre che di comunicazione. Noi siamo pronti a cogliere la sfida. Da un lato vogliamo esaltare la vocazione innovativa che ci ha caratterizzati fin dall’inizio, focalizzandoci sull’IT di nuova generazione, ossia sulle tecnologie che IDC chiama di terza e quarta piattaforma. Dall’altro lato allarghiamo la visione: business, design e comunicazione, appunto.

Per questo Spindox ha creato tre nuovi brand?

Foglino: In realtà abbiamo rivisto tutta l’organizzazione di Spindox e creato tre nuove tribù. La prima è Blackdee, la nostra squadra di design thinking. Sposiamo il paradigma del design per progettare servizi, esperienze e modelli di interazione. La seconda tribù parte dal mondo della consulenza IT, nel quale Spindox è sempre stata forte, per arricchirlo di nuove competenze. L’abbiamo chiamata Amberdee e l’abbiamo fatta grande: oltre cento persone che si occupano di governance, analisi, business transformation e sicurezza. Infine c’è Graydee, la nostra agenzia di digital marketing e produzione editoriale. Perché trasformare significa comunicare la trasformazione.

Che cosa intendete Spindox, quando parla di nuovo paradigma tecnologico?

Foglino: Alla base del nuovo scenario IT ci sono tre fenomeni: cloud computing, mobile e IoT. Sono i grandi vettori del cambiamento, dai quali dipende tutto il resto: il software che smette di essere artefatto e diventa servizio, l’esplosione dei dati, la pervasività dell’intelligenza artificiale. Su questi trend Spindox sta concentrando gli sforzi di ricerca e sviluppo. A Trento, dove abbiamo i nostri laboratori, lavoriamo sui fronti più caldi: intelligenza artificiale (in particolare algoritmi di deep learning per il riconoscimento del linguaggio naturale e la visione artificiale), modellizzazione 3D, sensoristica per la localizzazione indoor e outdoor, sensoristica indossabile, blockchain, robot e droni collaborativi.

E la sede di Chicago?

Foglino: Ci siamo insediati in 1871, uno dei più grandi incubatori degli Stati Uniti. Da lì facciamo scouting di startup e di soluzioni innovative.

Intervista di www.datamanager.it

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