Si scrive DevOps, si legge automazione

Spindox è stata fra le prime realtà, in Italia, ad adottare l’approccio DevOps e ad applicarlo in contesti complessi sia dal punto di vista applicativo sia per quanto riguarda le dimensioni infrastrutturali in gioco. La scelta a favore di questo modello ci apparsa subito chiara, anche se all’inizio non c’erano tutti gli strumenti di cui possiamo disporre oggi. DevOps significa generare un vantaggio tangibile in termini di tempi di esecuzione, costi di esercizio, controllo dello scenario e rilascio di software più sicuro.

Automazione e AI

Tutto questo grazie all’automazione, che è il cuore di DevOps. E quando l’automazione non basta, Spindox fa un passo in più: ricerca l’integrazione sempre più spinta fra automazione stessa dei processi e modelli di cognitive computing. L’intelligenza artificiale ci permette infatti di operare in modo predittivo, anticipando anche i fenomeni più difficili da leggere.

Per Spindox, inoltre, l’allineamento alle migliori pratiche di sicurezza informatica è l’altra faccia del DevOps. Al punto che si potrebbe parlare di DevSecurityOps, o DevSecOps. In altri termini si tratta di integrare la sicurezza nel processo di sviluppo, distribuzione e test del software. Ciò permette fra l’altro di applicare concretamente i principi di privacy by design imposti dal GDPR.

DevOps vuol dire Agile

DevOps è una metodologia frutto della sinergia tra cultura aziendale, pratiche e strumenti che permette a un’organizzazione di sviluppare applicazioni e servizi con la massima agilità. Non a caso, il concetto di DevOps si sviluppa in parallelo con la metodologia Agile. Lavorare in ottica DevOps significa non solo semplificare il provisioning e la gestione dell’infrastruttura. Ma vuol dire anche facilitare la distribuzione del codice applicativo, grazie all’automazione dei processi di rilascio e del monitoraggio di applicazioni e infrastruttura.

Applicando un approccio DevOps riusciamo a sostenere l’evoluzione dei prodotti software a ritmi più sostenuti rispetto ai tradizionali processi di sviluppo. Alla base di tutto vi è la collaborazione: i team di sviluppo (“dev”) e di operations (“ops”) non lavorano più separatamente, ma si sostengono e cooperano per raggiungere un obiettivo comune: la soddisfazione del cliente.

DevOps non ci aiuta solo ad accelerare la creazione delle classiche applicazioni monolitiche, ma è il fattore abilitante di nuove tipologie di software. È il caso delle architetture a microservizi, che semplificano non solo lo sviluppo, ma anche il trasferimento delle applicazioni tra gli ambienti di integrazione, test e produzione.

Grazie all’automazione, semplifichiamo e velocizziamo i processi manuali e ripetitivi, che rappresentano il collo di bottiglia nelle attività di provisioning e delivery.

Gli strumenti

Portiamo le nostre soluzioni automatizzate sia su Cloud che on premise, e ci affidiamo a strumenti come Red Hat Openshift Container Platform, Rancher o Elastic Kubernetes Service di AWS per gestire scalabilità e resilienza dei nostri prodotti. Nell’ambito della Continuous Integration/Continuous Delivery ci basiamo su Jenkins, Team City e Ansible. Monitoriamo infrastrutture e processi e gestiamo log applicativi attraverso lo stack ELK di Elastic.

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