App ibride e semi-native, lo standard cross-platform oltre il mobile

Siamo quelli delle app ibride, multidispositivo e multipiattaforma. Ci siamo fatti le ossa sul framework Ionic, basato su Cordova e AngularJS. Oggi lavoriamo con React Native e Flutter. Perché in Spindox l’innovazione non si ferma mai, anche quando si tratta di definire standard e stack tecnologici.

Nel caso delle mobile app, poi, non può che essere così. In pochi anni i paradigmi che sembravano consolidati sono stati messi in discussione. Pensavamo che il mondo sarebbe stato delle app native iOS e Android. Invece abbiamo capito che quello stesso mondo stava cambiando. Poi abbiamo superato anche il concetto di WebView. Oggi nuovi strumenti ci permettono di applicare strategie di sviluppo completamente diverse rispetto al recente passato.

Lo sviluppatore in Spindox è Agile e flessibile

Il team Digital di Spindox opera in maniera Agile è composto da circa 200 persone suddivise in chapter e tribe in continua evoluzione. “La natura della business unit richiede tanta flessibilità.

Ci occupiamo di sviluppo di applicazioni mobile e portali web, di CRM, di soluzioni in cloud, alle quali, se necessario, applichiamo la metodologia DevOps. Inoltre, collaboriamo con gli enti di ricerca di Spindox, come SpindoxLabs delle aziende implementando la nostra attività con tecnologie come il riconoscimento di immagini”. ? [Ascolta il podcast di Giovanni Obino, Direttore della Business Unit Digital di Spindox].

Questione di Design

Realizziamo app ibride anche in scenari enterprise di grande complessità, nei quali è necessario gestire picchi di accesso imprevedibili, scambi di dati enormi tra front-end e back-end, integrazioni con sistemi legacy, distribuzione in più lingue. Anche nei casi più difficili garantiamo all’utente un’esperienza ricca e coerente. E questo grazie a un approccio che parte dal design del servizio e dell’interazione, piuttosto che dalla progettazione dell’interfaccia grafica.

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